solidarietà ai compagni e alle compagne di Padova!‏

Qui sotto e in allegato il comunicato dei compagni e delle compagne di Padova in merito alla nuova inchiesta repressiva che li/le ha colpiti/e. In allegato anche il volantino per il corteo di sabato 27 a Padova.
 
non un passo indietro nella solidarietà e nella lotta!
con i compagni e le compagne di Padova!
uniti nella lotta di classe!

Collettivo Tazebao

CRIMINALE È CHI SFRATTA E LASCIA LE CASE VUOTE!

La mattina del 18 febbraio dalle 6.30 sono state eseguite dalla Questura di  Padova perquisizioni abitative e corporali tra Padova, Schio (Vi) e Cagliari  nei confronti di 11 compagni del Comitato di Lotta per la Casa, attivi anche  nella radio web RadiAzione e all’interno dell’Associazione culturale N.  Pasian.

Queste si sono tramutate in 11 misure cautelari tra cui: 4 arresti  domiciliari, 2 divieti di dimora e 5 obblighi di firma. Inoltre senza alcun  avviso è stata sigillata con un portone di metallo la sede di Piazza Toselli,  storico punto di riferimento a Padova e in particolare del quartiere, in cui si sono sempre svolte le attività dello sportello antisfratto del Comitato di Lotta per la Casa, dell’Asd  Quadrato Meticcio, del doposcuola, dell’associazione N. Pasian, della Boxe  Popolare Chinatown, della biblioteca del Centro di Documentazione C. Giacca e  della web radio RadiAzione (a cui è stata requisita tutta la strumentazione). Attualmente la stessa sede è stata posta sotto sequestro.

L’accusa è quella di associazione a delinquere. Negli ultimi anni il reato  associativo è stato sempre più utilizzato perchè consente, da una parte di incarcerare e dare misure cautelari preventive, così di allontanare dalle lotte dei compagni  attivi, e dall’altra di allargare il raggio d’azione dell’inchiesta  coinvolgendo anche strutture, sedi fisiche e strumenti di propaganda come per  RadiAzione. I fatti specifici constano di numerosi picchetti antisfratto ed alcune  occupazioni abitative. La costruzione accusatoria però parla di un’organizzazione criminale, capace di circuire persone straniere e, fingendo di erogare loro un servizio inerente alla loro problematica abitativa, prima  fidelizzarle e in seguito spingerle a occupare inconsapevolmente un alloggio.  Il Comitato, sempre secondo l’accusa, si serviva di RadiAzione come strumento  per “promuovere le proprie attività criminali”.

Questa è la costruzione messa in piedi dalla Digos e commissionata da coloro che nell’edilizia residenziale pubblica vedono l’ennesimo bacino di speculazione da dove poter succhiare quei sempre più risicati margini di  guadagno che la crisi del sistema produttivo ed economico ancora concede. Dal  momento che le istituzioni non vogliono dare risposte serie alle problematiche  sociali tipiche dei quartieri popolari (e chiunque conosca le condizioni in cui  versano le case Ater non farà fatica a credere a queste parole), si cerca di  risolverle reprimendo e criminalizzando le realtà politiche identificate come  capaci di focalizzare la rabbia diffusa che in tali quartieri si respira.  Ed ecco che chi lotta per evitare che persone in difficoltà vengano buttate  fuori di casa (perché ree di morosità incolpevole) diventa un criminale. Chi aiuta famiglie, costrette a vivere in auto, ad occupare alloggi lasciati  colpevolmente vuoti dall’Ater in attesa di poterli svendere all’asta al  palazzinaro di turno, viene arrestato e una radio che denuncia la situazione di  miseria a cui sempre più persone sono costrette, pur di garantire la ricchezza dei soliti pochi, viene fatta tacere.

La pronta e grande solidarietà mostrata sin da subito dagli abitanti del quartiere e da moltissime realtà in tutta Italia evidenzia quanto queste menzogne si scontrino ogni giorno di più con le contraddizioni palesi della società in cui viviamo. Una società strozzata dalla crisi economica irreversibile, che per mantenere inalterati i propri profitti promuove misure antipopolari tagliando istruzione e sanità, allungando i termini per le pensioni, riducendo e  privatizzando sempre più i servizi sociali come i trasporti, precarizzando ulteriormente il mondo del lavoro e speculando sull’edilizia residenziale pubblica. Tutto ciò a fronte del costante rifinanziamento degli investimenti bellici, espressione della tendenza alla guerra sempre più marcata e che spesso si intreccia sul fronte interno con l’apparato repressivo dello stato.

Per continuare con le riforme “dei sacrifici”, la classe dirigente necessita di un clima di pace sociale e di tenere a freno il malessere popolare che, invece, aumenta sempre più e in tutta la penisola. Questo fine lo persegue con l’inasprimento della repressione e l’attacco verso le diverse forme di lotta che maturano in tale contesto, sia attraverso inchieste giudiziarie che con il  manganello della polizia, com’è successo nei giorni scorsi ai lavoratori della  logistica della Bormioli in lotta per il proprio posto di lavoro.  Questo è un attacco rivolto a tutta una classe sociale e non solo agli 11  indagati; perché quella che loro identificano come “un vero e proprio sodalizio criminale, strutturato e organizzato in maniera stabile” è una realtà  impegnata nella costruzione di un tessuto sociale capace di rispondere in  maniera autorganizzata alle proprie esigenze, senza bisogno di andare ad  elemosinare le briciole dalla giunta di turno, magari in cambio di qualche voto  in più. Questo tessuto ci conosce, e sa bene che i veri criminali sono quelli che, in nome della ripresa, propongono ricette fatte di supersfruttamento, stipendi da fame e licenziamenti indiscriminati e poi, quando non si hanno abbastanza soldi per pagare loro un affitto, mandano la polizia a buttarti  fuori di casa. Le accuse che ci muovono le rimandiamo al mittente, consci che se è successo tutto questo è perché hanno paura e noi dal canto nostro non abbiamo intenzione di smettere di fargliene. Giovedì abbiamo salutato compagni determinati e con la rabbia negli occhi e siamo e saremo sempre pronti a raccoglierne il testimone.

Per questo l’appuntamento musicale del venerdì in Piazza Toselli verrà  mantenuto e ci prenderemo le strade del quartiere per portarlo avanti.
Per questo continueremo a lottare.
Abbiamo bisogno del sostegno di tutti e tutte. Le istituzioni hanno dato la loro risposta a chi chiedeva uguaglianza sociale, adesso è il momento di dare la nostra.

SOLIDARIETÀ A TUTTI I COMPAGNI DEL COMITATO DI LOTTA PER LA CASA LE LOTTE NON SI ARRESTANO!

SABATO 27, ORE 16, PIAZZETTA CADUTI DELLA RESISTENZA CORTEO A SOSTEGNO DEI COMPAGNI INDAGATI

Comitato di Lotta per la casa, redazione di RadiAzione.info, Associazione  Culturale N. Pasian, Mensa Marzolo Occupata, Centro di documentazione C. Giacca, Collettivo Universitario RedAnt

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