Il Comitato dei prigionieri FPLP esprime solidarietà ai prigionieri Hamas sotto attacco

Apprendiamo che il prigioniero palestinese Bilal Kayed, dopo 71 giorni, ha sospeso lo sciopero della fame

Pubblicato 6 agosto 2016

http://pflp.ps/english/2016/08/06/pflp-prisoners-committee-stands-in-solidarity-with-hamas-prisoners-under-attack/

Il Comitato prigionieri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha espresso piena solidarietà ai prigionieri Hamas nel carcere di Nafha oggetto di una campagna di attacchi e repressione da parte dell’amministrazione penitenziaria che ha provveduto all’assalto delle sezioni dei prigionieri, trasferendone decine in altre prigioni e isolando i loro dirigenti nelle prigioni israeliane. Il Comitato Prigionieri ha giudicato questo attacco fra gli abusi in atto dell’amministrazione carceraria sionista contro il movimento dei prigionieri in generale e i prigionieri del FPLP, con l’obiettivo di tentare di reprimere il movimento e la lotta del compagno prigioniero Bilal Kayed e lo sciopero della fame da lui condotto, e di creare una situazione di caos e molteplici lotte secondarie che distolgano l’attenzione dalle richieste dei prigionieri. Il Comitato Prigionieri ha espresso la propria fiducia e solidarietà ai prigionieri Hamas per la loro determinazione a continuare la battaglia e battersi contro tutti i progetti dell’amministrazione carceraria, incluso il caso del compagno Bilal Kayed e la detenzione amministrativa.

Il Comitato Prigionieri ha lanciato un appello al movimento dei prigionieri affinché prosegua la sua azione collettiva e unisca i propri sforzi per affrontare i crimini commessi dall’amministrazione penitenziaria sionista ed intensifichi la pressione per ottenere la liberazione del compagno Bilal Kayed. La dichiarazione del movimento dei prigionieri in data 12 luglio offre un terreno fecondo al movimento dei prigionieri per unirsi attivamente in prigione, al fine di affrontare gli attacchi compiuti dall’amministrazione penitenziaria e sostenere il compagno Bilal Kayed, perché la sua è la lotta di tutti i prigionieri, non è solo una lotta individuale o isolata.   

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