Zurigo: attentato con esplosivo contro i profittatori di guerra della Lafarge Holcim, in solidarietà con la rivoluzione in Rojava

FANCULO DAESH

SOSTEGNO a ROJAVA

 

Azione contro Lafmarge Holcim

Nella notte fra il 19 e il 20 settembre abbiamo visitato Lafarge Holcim in Hagenholzstrasse a Zurigo, sorprendendoli con un dispositivo esplosivo!

Fra la primavera 2013 e l’autunno 2014 la società Lafarge Holcim ha sostenuto finanziariamente al cosiddetto “Stato Islamico” in modo che uno dei suoi cementifici di Jalabiya, vicino a Manbij in Siria, potesse continuare a funzionare.

Il fatto che la borghesia abbia stretto un patto con le forze più reazionarie, in questo caso dei fondamentalisti religiosi, per continuare a produrre proficuamente non giunge come sorpresa. Ciò dimostra la sua spietatezza nella lotta per il profitto.

Quest’azione è stata solo un evento secondario per la famiglia Schmidheiny, dato che Holcim Group è solo una delle molte società di sua proprietà. Tuttavia, vale la pena notare che gli Schmidheiny hanno già dimostrato la loro brutalità nel perseguire il profitto, durante la produzione di amianto in Italia. I lavoratori si sono ammalati e sono morti avendo lavorato con l’amianto senza le necessarie protezioni, perché il lavoro andava fatto. La spietatezza della famiglia Schmidheiny si è già dimostrata in Sud Africa.

“Le società più avanzate nel settore edile”, questa la dichiarazione all’annuncio della fusione di Lafarge e Holcim nell’aprile 2014. L’ipocrisia mostra quanto ora noi sappiamo, che in quel momento l’ISIS stava in Siria. Naturalmente, quando è uscita pubblicamente la notizia di questo sostegno, loro hanno affermato che serviva garantire la sicurezza del suo personale. Questo solo perché se i dipendenti fossero uccisi da ISIS, non sarebbe stato generato più maggior profitto. Deve essere chiaro che ciò riguardava un’evacuazione di personale, quando si consideri che questi pagamenti si sono trascinati per oltre un anno.

Solo recentemente ISIS è stato respinto nella sua zona dalle strutture militari di SDF (Forze democratiche siriane, n.d.t). I compagni sono stati spesso attaccati da attentatori suicidi con l’impiego di furgoni convertiti o camioncini. Non è chiaro quante di queste “bombe mobili” siano state recentemente finanziate dal gruppo Lafarge-Holcim. Abbiamo compiuto questo piccolo, simbolico attentato con esplosivo contro il loro quartier generale di Zurigo, per ricambiare.

Sostenere la prospettiva in Rojava significa pure appoggiare la lotta contro il capitale, specialmente le società qui presenti che direttamente sostengono le forze reazionarie laggiù.

Le zone liberate e distrutte parzialmente devono essere ricostruite, vanno create strutture politiche ed economiche. Pertanto, SDF non si accontenta solo di cacciare via i fondamentalisti, ma sta provvedendo a nuove strutture nelle zone liberate. Strutture militari che armano e addestrano la popolazione ed anche strutture politiche come i consigli locali e delle donne che richiederanno d’essere protette. ISIS deve essere sconfitto militarmente, ma l’ideologia reazionaria che questo cerca di diffondere nei territori che ha occupato con la forza deve essere anche combattuta. Occorre creare università dove la formazione politica avrà un ruolo importante.

In Rojava sta realizzandosi un importante sviluppo nella prospettiva rivoluzionaria. Appoggiamoli

Per una prospettiva rivoluzionaria!

 

(tramite Linksunten Indymedia, tradotto da Insurrection News)

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