La Conferenza di Lavoro del Soccorso Rosso Internazionale saluta * rivoluzionar* prigionier*

I delegati di Belgio, Svizzera, Italia, Germania, e Turchia/Kurdistan presenti alla Conferenza di Lavoro 2019 del Soccorso Rosso Internazionale vi mandano i loro saluti più calorosi.
La Conferenza ha avuto luogo in un contesto generale di avanzamento del fascismo in ogni forma: dal fascismo sfrenato al potere in Turchia alle azioni di bande neonaziste o islamiste, passando per le politiche governative razziste e repressive degli Stati dell’Unione Europea.
Questa tendenza deriva dalla crisi generale del capitalismo capace di rispondere alle aspirazioni dei popoli solo in termini di repressione e violenza. SRI ha sempre sostenuto che la dialettica lotta/repressione/resistenza è una parte importante, organica del processo rivoluzionario. Occorre assumere questa dialettica come parte integrante della tendenza alla guerra di classe, quale spazio di maturazione e definizione della lotta rivoluzionaria.
Questa prospettiva assume un carattere concreto con lo sviluppo di nuovi movimenti di massa, come quello dei Gilet Gialli in Francia, quello dei movimenti popolari in Cile, ecc. Pure questi movimenti sono conseguenza della crisi generale del capitalismo ed esprimono in modo nuovo l’aspirazione dei popoli a un cambiamento della società. Tali movimenti devono affrontare una repressione molto brutale cui loro oppongono, non fosse altro che per la loro continuità, una resistenza ammirevole. La difesa delle lotte di strada è nostro obiettivo nel periodo attuale.
La sfida della resistenza in Rojava all’aggressione fascista turca riguarda l’intero movimento rivoluzionario. Il destino politico dell’Europa è legato strettamente a quello del Medio Oriente e il Rojava rappresenta la principale prima linea. Là va delineandosi nel modo più netto e radicale l’opposizione di un progetto di società nuova alle forme più barbare, repressive e reazionarie. Questa sfida è raccolta da internazionalisti (soprattutto quelli del Battaglione Internazionale di Liberazione), 48 dei quali hanno pagato con la propria vita questo impegno. La nostra campagna intesa a fornire ai/alle combattenti in Rojava materiale medico d’avanguardia è un contributo modesto, ma efficace. Alla nostra Conferenza, la delegazione turca ha posto l’accento sull’internazionalismo in tutte le sue forme e a ogni livello operativo in questo scontro di portata internazionale.
Il successo riscontrato nella campagna “Mese di mobilitazione a sostegno di Georges Abdallah” rappresenta un altro aspetto che coniuga la difesa dei rivoluzionari prigionieri con la valorizzazione delle cause che loro incarnano, nel caso di Georges la causa del popolo palestinese. Tale mobilitazione assume un significato speciale, mentre i popoli arabi, in particolare in Iraq e Libano, scendono in strada contro regimi reazionari e corrotti.
Nonostante il progredire del fascismo e della reazione, prodotti dal sistema per porre fine ai conflitti generati dalla crisi, le lotte di classe e popolari costituiscono una grande opportunità cui noi contribuiamo per quanto ci è possibile. Voi fate parte di questa alternativa e, come nel caso della lotta contro la sezione d’isolamento nel carcere di L’Aquila, partecipate alla lotta contro l’art. 41bis, prova che la determinazione e l’unità fra rivoluzionari prigionieri di tendenza differente, rafforzata dalla solidarietà all’esterno e all’interno del carcere, potrebbe dar luogo a una vittoria.
Ribadendo la vostra importanza nel quadro del processo rivoluzionario e salutando la vostra resistenza nelle prigioni, cari/e compagni/e vi inviamo i nostri saluti più calorosi.

Novembre 2019

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